Cividale Città Murata

Le origini

Le origini di Cividale del Friuli, centro sorto sulla riva destra del Natisone nell’omonima valle delle Alpi Giulie, risalgono all’epoca preromana. Dopo l’invasione dei Giapidi (52 a.C.), sotto Giulio Cesare ( circa nel 52-56 a.C. ) divenne forum e prese il nome di Forum Julii.
Alla fine del I sec. a.C., per la sua importanza militare, fu elevato alla dignità di municipium dall’Imperatore Augusto. Nel V secolo d.C., quando Attila rase al suolo Aquileia, venne incluso nella Regio X, Venetia et Histriae e ne divenne la capitale.
Nel 568, in seguito all’invasione dei Longobardi, il re Alboino ne fece la sede del primo Ducato Longobardo e ne pose a capo suo nipote Gisulfo (primo dei diciotto duchi residenti a Cividale )

Il re Alboino elesse subito la romana Forum Julii a capitale del primo ducato longobardo ribattezzandola Civitas Fori Iulii, ossia “Città del Friuli”.
Fu installato a Cividale il gastaldius regis, cui incombevano obblighi militari, giuridici e amministrativi, forse prima della fine del  VI sec. d.C.
La città divenne un centro di prim’ordine anche dal punto di vista ecclesiastico e culturale (anno 737) quando il patriarca Callisto, per sfuggire alle incursioni bizantine, trasferì da Cormons a Cividale la sede del patriarcato di Aquileia.
Nel 775  il Ducato del Friuli fu invaso dai Carolingi. Sconfitti gli antichi dominatori longobardi, i Carolingi istituirono la Marca Orientale del Friuli, mantenendo come capitale la città che cambiò così il nome in Civitas Austriae. Il termine Civitas si tradurrà in seguito nell’attuale Cividale.

Divenne sede di un’importante corte, soprattutto durante il marchesato di Eberardo. Dalle famiglie che ressero la Marca Orientale del Friuli ebbero i natali importanti uomini politici tra cui  Berengario ( 875 d.C.)
Berengario, nato a Cividale, figlio di Eberardo, verrà nominato prima Marchese del Friuli, poi Re d’Italia (888) ed infine Imperatore (915)
Nel 1077, quando i Patriarchi divennero liberi feudatari del Sacro Romano Impero, Cividale  fu la sede temporale del nuovo Stato patriarcale friulano durato sino al 1419, anno in cui Cividale  farà atto di dedizione alla Repubblica di Venezia

Le mura

Il Forum Julii

Il Forum Julii venne cinto da mura, data la posizione strategicamente importante, forse già al momento della sua fondazione. Il tratto di mura della lunghezza di circa 45 metri ( largo da metri 1,20 a metri 2,40, formato da ciottoli di grandi proporzioni,  probabilmente provenienti dal greto del fiume Natisone, e da pietre ben squadrate di arenaria locale, disposti regolarmente e legati da malta di color nocciola chiaro ancora compatta e tenace ) scoperto all’interno e all’esterno di «Casa Canussio», al momento, è l’unica testimonianza visibile dell’intera cortina difensiva, che racchiudeva la città romana municipale di Forum Iulii su tre lati.

Il fiume Natisone

Infatti, lungo il fiume, le sponde rocciose alte e ripide costituivano già una difesa naturale ( mentre al giorno d’oggi il Natisone è affluente dell’Isonzo, all’epoca, l’allora fiume Natissa, sfociava direttamente in mare). Questa prima cinta di mura  di fondazione cesariana fu probabilmente abbattuta durante la pax romana augusta, per permettere al nucleo cittadino di espandersi verso nord-ovest (area priva  da impedimenti naturali ). La seconda cerchia muraria di epoca romana, fu eretta all’epoca di Marco Aurelio (161-180 d.C.) o di Gallieno (260-268 d.C.) per proteggere il municipium Forum Iulii dalle invasioni barbariche.

Indagine archeologica

Per gli studi sull’antica struttura urbana di Cividale ed in  particolare sull’impianto delle sue mura è stata di fondamentale importanza l’indagine archeologica, condotta, nell’estate del 2000,  nel cortile di «Casa Canussio», nell’area della torre occidentale. Infatti per la prima volta è emersa una testimonianza datata, cioè la moneta dell’imperatore Onorio (393-418 d. C.), che permette di fissare l’edificazione della torre poligonale alla fine del IV o all’inizio del V secolo d. C.
La tecnica costruttiva della cinta urbana, emersa nella «Casa Canussio», evidenzia che la fortificazione della città è il risultato di quattro fasi costruttive successive: prima la realizzazione della cortina muraria con la presenza di alcune torri quadrangolari, poi il rafforzamento interno della cinta e sul lato esterno rispetto alla città, in seguito l’edificazione della torre rettangolare orientale di «Casa Canussio», infine l’aggiunta delle torri poligonali esterne alla muratura con la trasformazione della torre orientale di «Casa Canussio» da pianta rettangolare a forma poligonale.

I borghi

civ_centro_mappaCi sono parziali indicazioni sull’assetto raggiunto dalla città tra i secoli XI – XIII

Queste (come documenta la cartina) si riferiscono alla suddivisione dell’abitato in quattro quartieri (burgi),nei quali si articolavano le contrade: i borghi San Silvestro a N, di porta Brossana a E e di San Pietro a O – compresi nella cinta tardoantica – e borgo di Ponte a S, esterno alle mura.
Nel  XIII sec. sono attestate altre due porte in corrispondenza di passaggi sul fiume: a S porta Pontis (1270; Bragato, 1909-1913, p. 81), ubicata all’inizio di via Paolino d’Aquileia e collegata a un ponte in legno sul luogo dell’odierno ponte del Diavolo

(costruito in pietra a partire dal 1332 e terminato nel 1558), e, verso S-E, al termine di riva Broscandola, una porta minore a difesa di un passaggio secondario in legno, ambedue demoliti alla fine del XVIII secolo.
Un altro passaggio sul fiume, distrutto nel 1272, è attestato a O in corrispondenza di porta S. Pietro: un ponte in pietra sulla roia (1272; Giuliano Canonico, Civitatensis Chronica, 15), l’odierna Roggia dei Mulini, un canale artificiale proveniente da Torreano che si immette nel Natisone costeggiando la città a N e a O; sebbene documentati solo nel sec. XIII, questi passaggi sul fiume dovevano già esistere già in precedenza.

Le porte

50238599 La porta di S. Pietro

La porta di S. Pietro è chiamata così perché nei pressi sorgeva una chiesetta con questo titolo, citata in un diploma del 904 che assunse le forme attuali nel 1585; tre anni dopo divenne il deposito delle armi cittadine, prima conservate nel palazzo municipale e da allora fu chiamata Arsenale Veneto o porta Armamentaria. Da porta Brossana iniziava l’antica strada che gli storici fanno risalire all’epoca della dominazione romana e che collegava Cividale con le valli del Natisone. Costeggiando la sponda destra del Natisone giungeva nella zona di Ponte San Quirino dove, superato un ponte, si univa alla strada proveniente da Aquileia e poi, toccando Robic e Caporetto, si spingeva per il Predil oltre la cerchia alpina

brossanaporta Brossana

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